| Bitumi |
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| Scritto da gruppo tellus |
| Giovedì 22 Ottobre 2009 11:02 |
BitumiAnche se nel linguaggio comune termini come "bitume", "catrame" o "asfalto" sono spesso usati indifferentemente, essi hanno significato diversi. Un motivo di confusione è dovuto al fatto che, fra i diversi Paesi, esistono differenze sostanziali nel significato attribuito allo stesso termine. Per esempio, il bitume da petrolio è chiamato asphalt negli USA, mentre in Europa "asfalto" è la miscela di bitume e aggregati lapidei (conglomerato bituminoso) utilizzata per la pavimentazione stradale. In Europa con il termine bitume si indica il residuo della distillazione del petrolio. CaratteristicheIl petrolio greggio è composto da idrocarburi alifatici, cicloalcani, nafteni. composti aromatici e poliaromatici. Gli ultimi tre composti sono quelli più pesanti e più stabili, che si ritrovano nel prodotto di fondo della colonna di distillazione. Di conseguenza, petroli con più elevate percentuali di questi composti sono i più adatti alla produzione di bitume.
La frazione oleosa è costituita da anelli naftenici e aromatici collegati da lunghe catene alifatiche. Nei bitumi gli oli sono la frazione a più basso peso molecolare. Dal punto di vista del comportamento macroscopico ognuno dei composti, in virtù delle sue caratteristiche chimiche, ricopre un ruolo diverso. Gli asfalteni sono responsabili della consistenza, della resistenza alle sollecitazioni meccaniche e dell'adesività del bitume. Le resine conferiscono elasticità e duttilità. Gli oli danno fluidità e sono gli artefici dello scorrimento a caldo del bitume, che è fondamentale per ricoprire con efficacia, e velocemente, il materiale lapideo che forma il conglomerato bituminoso per le pavimentazioni. Il bitume è un materiale caratterizzato da elevatissima sensibilità termica. A temperatura ambiente e fino a circa 70 °C, il comportamento è viscoelastico. Oltre questa temperatura avviene la transizione da liquido viscoelastico a fluido. La transizione vetrosa' si manifesta intorno ai -20 °C; questo valore è grossomodo costante per tutti i tipi di bitume e anche l'aggiunta di polimeri non provoca grandi variazioni. A causa della sensibilità termica, la caratterizzazione tecnologica del bitume avviene con prove reologiche nelle quali sia assicurato un accurato controllo della temperatura. La viscosità, definita come resistenza allo scorrimento, è determinata mediante numerosi tipi di viscosimetri, da quelli classici a efflusso capillare a quelli rotazionali. La penetrazione è la profondità alla quale un ago standard affonda nel bitume a determinate condizioni di carico, tempo e temperatura. La prova permette di determinare la consistenza e la durezza di un bitume. La temperatura di rammollimento (TR) indica il passaggio graduale dallo stato solido a quello liquido. Essa è determinata mediante il metodo della palla e dell'anello. Il bitume è fuso e lasciato solidificare in un anello. Su di esso si appoggia una biglia standard e si sospende il tutto su una piastrina posta a una determinata distanza da esso. Il bitume, riscaldato con una velocità costante, si deforma sempre più e, sospinto dalla biglia, tocca la piastrina. La temperatura a cui avviene il contatto è il punto di rammollimento. Più un bitume è consistente, maggiore è il valore TR. Questo deve variare fra 65 e 115 °C per i bitumi, sia soffiati sia ossidati, impiegati per l'impermeabilizzazione dei tetti. L'indice di penetrazione (IP) fornisce un'indicazione sulla suscettibilità di un bitume al calore e si ottiene dalla combinazione dei risultati delle prove precedenti. I bitumi con un più alto punto di rammollimento possiedono un valore di IP maggiore, in altri termini una minore sensibilità alla temperatura. Il punto di rottura Fraass corrisponde alla temperatura alla quale un film di bitume dello spessore di 0,5 mm, disposto su una piastrina metallica, presenta sulla superficie le prime screpolature per effetto di ripetute flessioni di ampiezza costante. Queste sono provocate mediante un'apparecchiatura all'interno della quale la temperatura è fatta decrescere con un gradiente di 1°C/min. Più elevato è il punto di rottura, cioè più alta è la temperatura alla quale compaiono le prime fessure, più fragile è il bitume. La duttilità è misurata dalla lunghezza alla quale è possibile allungare il bitume prima che arrivi alla rottura. La densità, eseguita con un picnometro, è utile soprattutto per la classificazione fiscale: il bitume deve possedere una densità a 70 °C pari o superiore a 0,942. Il saggio relativo all'infiammabilità indica se un bitume è stato inquinato con prodotti leggeri, aggiunti per migliorarne la stabilità. Si determina riscaldando il bitume, in condizioni standard, e osservando a quale temperatura si accendono i vapori. Bitumi ossidati o soffiatiUn netto miglioramento delle proprietà del bitume si consegue mediante insufflazione di aria nel bitume fuso, a temperature superiori a 100 °C. L'ossigeno dell'aria reagisce con i composti aromatici presenti nel bitume trasformandoli in prodotti a maggior peso molecolare: si incrementa in questo modo la frazione degli asfalteni. Ciò conferisce alla struttura una maggiore robustezza, una minore sensibilità alle sollecitazioni termiche e una maggiore elasticità. Il bitume diventa più idoneo per applicazioni su tetti o per rivestimento. Sono utilizzati anche nella fabbricazione di cartoni e feltri bitumati e nella produzione di vernici al bitume. Bitumi modificatiI bitumi sono materiali termoplastici, ossia sensibili alle variazioni di temperatura. Essi, infatti, tendono a diventare duri con il freddo e fluidi e morbidi con il caldo. Se mescolati con sostanze polimeriche come gomme naturali, stirene ecc. l'intervallo di temperatura entro il quale si possono impiegare, senza che si manifestino inconvenienti legati all'instabilità termica, è maggiore. Sono così nati i cosiddetti bitumi modificati che, oltre a una minore sensibilità termica, hanno anche maggiore resistenza all'usura e a processi d'invecchiamento. I conglomerati bituminosi modificati si impiegano per le pavimentazioni stradali che diventano drenanti e fonoassorbenti. Conglomerato bituminosoSebbene il bitume sia utilizzato nell'edilizia anche per la produzione di guaine di impermeabilizzazione, la maggior parte è utilizzata in campo stradale a formare i cosiddetti conglomerati bituminosi che, stesi in strati di diverso spessore e composizione, costituiscono la pavimentazione.
I problemi più frequenti di deterioramento sono:
La penetrazione di acqua all'interfaccia aggregato-bitume può avvenire mediante diffusione attraverso i film di bitume o attraverso le fessure presenti nella matrice legante. In ambedue i casi l'acqua entra in competizione con il bitume e porta all'indebolimento e di conseguenza alla perdita del legame di adesione tra aggregato e bitume. Il fenomeno, detto spogliamento, determina uno scadimento delle proprietà meccaniche del conglomerato bituminoso. Esso si manifesta sotto forma di diversi dissesti della pavimentazione. Questi stessi deterioramenti e altri di tipo strutturale sono favoriti dal progressivo indurimento e infragilimento che il bitume subisce nel tempo, a seguito di una serie di fenomeni che ne alterano la composizione chimica e la struttura. L'insieme di tali fenomeni va sotto il nome di invecchiamento. Le caratteristiche chimiche e fisiche del bitume possono variare nel tempo, in particolare nei primi due-tre anni dalla messa in opera. Dopo questo periodo l'invecchiamento del materiale procede in maniera più lenta. L'entità del fenomeno dipende molto dalle modalità di preparazione del conglomerato. Nella camera di miscelazione, infatti, il bitume è esposto a un flusso di aria calda (150 °C) e poi miscelato con gli aggregati. In questo processo iniziano fenomeni di volatilizzazione e ossidazione dei componenti che continuano anche dopo la messa in opera, modificando le proprietà reologiche in maniera continua, anche se con velocità ridotta. Principali usi del bitumeIl bitume si utilizza soprattutto per il trattamento superficiale delle strade (asfaltatura). La sua caratteristica impermeabilizzante è sfruttata anche per le coperture e per la preparazione di vernici. Il bitume si adopera anche per proteggere dalla corrosione cavi elettrici e tubazioni metalliche. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Ottobre 2009 11:07 |
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