| Le membrane |
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| Scritto da gruppo tellus |
| Mercoledì 21 Ottobre 2009 10:54 |
Le membraneLa tecnologia delle membrane è utilizzata in tutto il mondo in edifici di ogni dimensione: come tetti fissi o retrattili di teatri all'aperto, stadi, piscine, come coperture di piazze o stand per fiere. Inizialmente, le membrane, nelle costruzioni, erano usate come protezione dalla pioggia o dal sole o per manifestazioni temporanee. La presenza sul mercato di nuovi materiali ha introdotto il loro uso anche quali coibenti termici e acustici. TipiLe membrane possono essere costituite di tre tipi di materiali:
TessutiI filati utilizzati per i tessuti sono fibre di vetro o di polimeri fluorurati o. anche, di cotone ritorto. I tessuti in fibre di vetro sono incombustibili e utilizzati per membrane a uso interno. Possono essere prodotti in diversi colori e tessitura. I tessuti in PTFE (politetrafluoroetilene) presentano le migliori caratteristiche per quanto riguarda la ripiegabilità della membrana e ottima impermeabilità alla pioggia, e alta resistenza alle macchie e al sudiciume. Questi tessuti lasciano diffondere la luce senza alterarne la tonalità. Tuttavia, a causa della bassa resistenza a trazione e degli alti costi, sono utilizzati solo per costruzioni speciali. Tessuti spalmati con resine polimericheLa membrana è composta da una struttura interna fibrosa, da uno strato superficiale di rivestimento (spalmatura) e da un rivestimento finale esterno o vernice. LaminatiLe lamine, in genere, sono di ETFE, THV' e
PVC
. Questi laminati sono estrusi e calandrati allo scopo di realizzare materiali con spessore costante. In questo modo si assicura anche uniformità di trasparenza. In alternativa i film soffiati, cioè prodotti mediante taglio lungo una generatrice del polimero gonfiato come un palloncino, sono idonei per costruzione di serre in agricoltura, non raggiungendo mai un alto livello qualitativo.
I laminati in THV, polimero questo simile all'ETFE, sono molto meno utilizzati. Infatti, pur essendo trasparenti, elastici e di facile lavorazione. sono meno resistenti allo strappo rispetto ai laminati ETFE. I laminati in PVC sono idonei per uso interno e per piccole campate. come per esempio nelle fiere per gli stand. La loro bassa resistenza li rende inadatti all'utilizzo esterno per applicazioni permanenti. Presentano. inoltre, un notevole scorrimento viscoso (creep). La resistenza allo strappo dipende dalla temperatura di esercizio. In questi ultimi tempi, per motivi estetici, si sono diffuse lamine in reti di acciaio inossidabile. GiuntureDopo il taglio dei teli o dei laminati, che può essere manuale o con macchine, le superfici sono unite per cucitura, per saldatura (ad alta frequenza o termica) o con adesivi. Oggi sono in commercio macchine computerizzate in grado di cucire e saldare. CaratteristicheLuceLa luce massima dipende, da una parte, dai calcoli strutturali della membrana e questi valori dipendono dal raggio di curvatura, dal vento e dal peso della neve. D'altra parte, le caratteristiche meccaniche del materiale rappresentano un fattore limitante. Alla luce di quanto sopra esposto non possono essere assegnati valori esatti. In linea di massima, si va da 1,5 m per una membrana a singolo strato, sino a 50 m per speciali membrane composte di tessuti spalmati. Resistenza alla trazioneSi determina misurando il punto di rottura di una striscia di membrana di 5 x 20 cm. I valori sono espressi in kN/5 cm. La resistenza delle membrane varia da 0,2 kN/5 cm (laminati leggeri) a 10 kN/5 cm, nel caso dei tessuti spalmati. Resistenza allo strappoSi determina la resistenza offerta allo strappo da un campione di membrana quadrato o trapezoidale in accordo con le norme DIN 53356 oppure DIN 53363. DurabilitàLe membrane utilizzate per uso esterno, sia in laminati sia in tessuti spalmati, devono essere resistenti ai raggi UV e all'esposizione all'atmosfera. Nelle membrane semoventi il fattore limitante è la resistenza al logoramento meccanico e la suscettibilità del materiale ai piegamenti. InfiammabilitàIn genere è richiesta bassa infiammabilità corrispondente alla classe B 1 DIN 4102. Molti materiali sono non combustibili, hanno cioè classe A2 DIN 4102. Effetto autopulenteLa resistenza delle membrane alla sporcizia è un fattore importante sia per l'estetica sia per i costi di pulizia. Grazie alla loro struttura molecolare e alle caratteristiche delle superfici, i fluoropolimeri sono superiori a tutti gli altri materiali. ColoreLe membrane costituite da tessuti poliesteri spalmati con PVC offrono la più ampia varietà di colori. Invece, nel caso dei tessuti in vetro spalmati con PTFE è possibile l'utilizzo di pochi colori poiché, per l'elevata temperatura raggiunta in fase di produzione, per questi materiali si devono adoperare solo pigmenti resistenti al calore. Trasmissione luminosaSi tratta di una caratteristica importante delle membrane. Il passaggio della luce può influenzare il risultato finale della struttura. Altrettanto interessante è la possibilità di utilizzare membrane che non lascino passare la luce: questo consente di effettuare all'interno delle strutture allestimenti particolari per manifestazioni quali rappresentazioni teatrali, convegni o riunioni. AcusticaIl comportamento acustico dipende oltre che dalla forma anche dalla struttura del materiale. Lamine leggere microperforate raggiungono eccellenti valori di assorbanza. Quando è richiesto un elevato isolamento acustico, è necessario disporre diversi strati di membrane a opportuna distanza tra loro. Isolamento termicoÈ chiaro che, nonostante la bassa conduttività termica delle materie plastiche, materiali con spessori di 0,2-1,5 mm, non possono offrire un buon isolamento termico. La soluzione è nel disporre un doppio strato con isolante interposto che ne aumenta la resistenza, anche se si riduce al contempo la capacità d'illuminazione naturale. Alternativa, è avere più membrane separate da strati di aria. Polimeri utilizzatiFluoropolimeriI polimeri fluorurati possiedono prestazioni straordinarie, compensate però dall'alto costo. La principale caratteristica di questi polimeri risiede nel fatto che gran parte dei legami chimici presenti è del tipo C-F (carboniofluoro), uno dei legami covalenti a più alta energia. Ne consegue che le molecole sono molto stabili, in grado di sopportare alti livelli di sollecitazione termica e aggressione chimica, più di quanto riescano altri polimeri.
PVCI polivinili costituiscono una classe di composti, a basso costo, ottenuti dalla polimerizzazione di molecole contenenti il radicale vinile. Il PVC , essendo piuttosto rigido, può essere usato per un numero esiguo di applicazioni se al materiale di base non sono aggiunte sostanze che lo rendano processabile e convertibile in prodotti finiti. In genere, il PVC è addizionato di stabilizzanti, lubrificanti, plastificanti ecc. Gli stabilizzanti sono indispensabili per evitare la degradazione del polimero durante la lavorazione o allorché è esposto all'aria. I lubrificanti sono aggiunti per facilitare la trasformazione del polimero e per ridurre l'attrito durante la lavorazione (calandratura, estrusione). I plastificanti sono aggiunti per rendere il materiale più flessibile. PoliestereIl poliestere ha catene principali d'idrocarburi contenenti legami esteri, da cui il nome. I gruppi esteri nella catena polimerica del poliestere sono polari, l'atomo di ossigeno carbonilico ha una carica in un certo senso negativa e il carbonio ha una carica in un certo senso positiva. Le cariche positive e negative dei diversi gruppi esteri si attraggono l'una con l'altra. Questo permette ai gruppi esteri delle catene vicine di allinearsi una con l'altra in materiali cristallini. I maggiori utilizzi di queste resine richiedono che la struttura molecolare del materiale sia orientata. L'orientamento (stiro) incrementa la resistenza a trazione e riduce la permeabilità ai gas e la trasmissione di vapor acqueo. |
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